Feb 05

Eventi,Moonshine

Country Living Christmas Fair -last part- home going

Oggi concluderò finalmente il mio racconto con il viaggio di ritorno verso casa.
Salutiamo Glasgow e la Scozia con tanta emozione nel cuore e iniziamo così la nostra discesa…

I Cotswolds sono il posto dove voglio assolutamente fermarmi. So perfettamente che la fine di Novembre non è il periodo migliore per visitare la campagna e che questi posti esplodono con la loro bellezza nei mesi primaverili, ma io ho bisogno di respirare quella magia almeno per un po’.
I Cotswolds sono una catena di dolci colline situata nell’area sud-ovest dell’Inghilterra e si estende tra le cittadine di Stratford-upon-Avon, Bath e Oxford e sono state dichiarate Area of Outstanding Natural Beauty.

Probabilmente rappresentano la quintessenza dell’Inghilterra, pensate a questi luoghi nello sbocciare della bella stagione: rigogliosi giardini, colline ricoperte di lavanda, deliziosi, piccoli villaggi in pietra color miele, affascinanti cottage, eleganti dimore, edifici medievali bianchi e neri, tipici pub di campagna e straordinari negozi locali, di antiquariato e artigianato e deliziosi prodotti della gastronomia locale, per saziare anche lo stomaco e non solo gli occhi e il cuore.

Siamo stati accolti da una serata che per qualcuno avrebbe potuto avere dello spettrale: una strada semideserta tra un bosco carico di nebbia. Poi, ad attenderci, un favoloso albergo ricavato da un’originale costruzione in pietra risalente al diciassettesimo secolo. Romantico, con quella reale atmosfera old English… perfetto per un matrimonio ❤
Non a caso, sono attrezzati ad ospitare eventi di questo tipo e offrono un pacchetto per le grandi occasioni. Un sogno.

Per cena non ci siamo fatti mancare un dolce: un pudding e una fetta di Chocolate Fudge Cake, sontuosa, soffice, calda e cremosa (mia ovviamente, che vado matta per il cioccolato e per il caramello)

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Anche la colazione (inclusa nel prezzo) era da re, offrendo una vasta scelta di possibilità. Io ho optato per la mia soluzione preferita da sempre: salmone scozzese servito con uova strapazzate, toast con burro salato, caffè nero e succo di mela. Non avrei saputo trovare modo migliore per iniziare la giornata, che sarebbe stata dedicata alla scoperta di alcuni villaggi tipici della zona.

Sta piovendo e noi passeggiamo in una Painswick quasi deserta.

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Questo è un piccolo villaggio, non aspettatevi negozi o attrazioni turistiche, qui si viene per camminare tra i silenziosi cottage in pietra, perdersi in un tempo che sembra sospeso.
L’autunno lo si legge nei colori delle foglie che si arrampicano ai muretti di pietra, nel fumo che esce da un camino, sulla pelliccia di un gatto che ha lo stesso colore degli edifici: miele.IMG_9969

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Ci spostiamo per pranzare a Cirencester: una market town di origine romana.

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Sempre molto bella e tipica, ma con un carattere completamente diverso, infatti questa è una cittadina, con una grande piazza dove si svolgeva e si svolge il mercato settimanale ed è famosa per i suoi bellissimi negozi di arredamento, interior design, negozi di artigianato e piccole boutique dal sapore vintage.
L’atmosfera è diversa, ma non per questo meno bella, Cirencester offre la bellezza delle sue costruzioni, il fascino cristallizzato nel tempo di un posto dove sentirsi in armonia, sereni, lontani per un po’ dai problemi che ci attanagliano, genuinamente country e allo stesso tempo ti carica di nuove ispirazioni e ti conquista con quel tocco di eleganza.

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La prossima tappa rimane il mio posto preferito di sempre: Londra. Passano gli anni eppure mi basta mettere piede qui per sentirmi a casa.
Non trovo modo migliore per esprimere ciò che sento, questo è il posto che io chiamo casa, dove mi perdo e mi ritrovo.
Non voglio apparire in questo modo superficiale e al di fuori della storia e del tempo, la situazione sociale inglese è andata peggiorando, per problemi legati alla disoccupazione, indebitamento, cattiva informazione, alcolismo e so che non è tutta un’oasi felice, ma nonostante questo, Londra è dove vorrei stare.

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Un piccolo, velocissimo giro per vedere più cose possibili, le solite, quelle abitudini e piccole coccole a cui penso quando sono lontana. Un salto nella mia piazza preferita, un piccolo cupcake, perdersi tra la folla sulla metro e ancora camminare, e respirare, forte, per quei giorni in cui Londra mi mancherà e avrò bisogno di sentire quell’aria dentro di me.

PicMonkey Collage8Avendo la macchina abbiamo potuto girare anche in zone mai viste e abbiamo trovato dei negozi molto interessanti fuori dalla città. E’ stata una vera emozione scorgere tra le varie insegne di negozi e centri commerciali anche una veramente interessante per me: il negozio Hobbycraft!

Il traffico della mattina ci lascia andare via senza trattenerci troppo ed è subito campagna.

Il traghetto partirà alle 12.15, possiamo fare una breve sosta a Canterbury, vicino Dover.
Ero curiosa di visitare questa città perché nel mio fantasticare di ragazza appassionata di letteratura e di teatro, pensavo alle stradine e all’atmosfera che doveva respirare il giovane  Christopher Marlowe, il grande drammaturgo che qui nacque e trovò prematura morte in una rissa, lasciando così il campo al rivale, William Shakespeare.
Bella cittadina medievale fondata dai Romani, con mura che proteggono il centro, strette strade e case a graticcio; ospita la Cattedrale che può essere considerata la madre di tutte le chiese inglesi, centro della Cristianità britannica e meta di pellegrinaggio.
Città antica, ma giovane, grazie alla prestigiosa Università e alla presenza di molti studenti anche stranieri, ne fanno una città vitale e dinamica.
Non a caso qui ho trovato uno dei più bei negozi di cucito di tutto il Regno Unito 🙂

Dover, con le sue bianche scogliere ci attende (e soprattutto il traghetto).
Posso ammirarle dalla nave, mentre si allontana dal porto ed io sfido la mia ritrosia verso questo mezzo di trasporto ed esco sulla prua, attaccandomi con forza ad ogni superficie sicura. La curiosità è troppa e così pure la voglia e il bisogno di salutare questa terra guardandola mentre si fa piccola e lontana, in solitudine, nel vento e con i gabbiani che ci volano intorno.
Il sole bacia le scogliere, che brillano di un bianco quasi accecante. E’ quasi impossibile non farsi scappare qualche lacrima, che si disperde nell’aria fredda.

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La nostra tappa francese è Metz: penso sia una città abbastanza sconosciuta ai più, anche per noi lo era prima di questa sosta e alla fine si è rivelata una piacevole sorpresa.
La periferia era un vero cantiere a cielo aperto e sarebbe potuta assomigliare ad una qualsiasi periferia italiana un po’ trascurata, ma poi si è mostrata con la sua bella piazza, le mura romane, medievali, i quartieri storici e la preziosa cattedrale gotica.
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Ci ha conquistato con un piccolo, fascinosissimo restaurat de fromage: Le Bouche à Oreille. Shabby di aspetto, goloso nei piatti, invernali, caldi e accoglienti, dove ho giurato amore verso la Tartiflette au chevre (un piatto tipico composto di base da patate, cipolle e formaggio di capra poi gratinato in forno). Sidro di mele brut ad accompagnare e non c’era più spazio per un dolcino purtroppo.
Andiamo a letto comunque felici… e riscaldati.

La mattina dopo decidiamo di dormire un’oretta in più, sarà una lunga giornata di viaggio, il meteo prevede freddo e nevicate, meglio essere pronti a tutto e soprattutto riposati.
La nostra ultima sosta è in Svizzera: Luzern, anch’essa una nuova scoperta, di una bellezza che ti scuote dentro.
Bella, bellissima: il lago da cui ammirare le Alpi svizzere, con l’acqua cristallina di montagna, i cigni che elegantemente si lasciano cullare, le anatre che scivolano sull’acqua e le gabbianelle che volano tagliando l’aria frizzante e poi l’atmosfera velata, con il candore della neve in lontananza, che si posa sulle persone.

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Attraversare il ponte di legno coperto in quella luce del tramonto ti fa sentire sospesa…sono entusiasta di questa città, del lago, delle montagne che la circondano, della magia delle luci che si specchiano nell’acqua, le sue torri, i campanili e le case dipinte e affrescate…. una fiaba, un’emozione che non dimenticherò, come tutta questa incredibile, meravigliosa avventura.

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Devo ringraziare chi ha creduto e crede in me anche più di me, e mi sprona a crederci e a provarci, sempre.
Grazie a chi mi ha consigliato, a chi mi ha ascoltato, a chi mi ha aiutato concretamente, poco o tanto e a chi ha semplicemente sopportato la mia ansia creativa.

Ora sono a casa, frastornata per tutti questi nuovi e numerosi stimoli, felice per l’esperienza fatta, le persone e i luoghi incontrati, i piatti mangiati…
Tengo tutto qui stretto, cercando di condividere come posso con voi e aspettando una nuova, piccola, grande avventura.

Grazie a te che hai avuto la voglia, il tempo e la curiosità di fare virtualmente questo viaggio con me, leggendo questo lungo racconto ❤

4 commenti to “Country Living Christmas Fair -last part- home going”

  1. Stella ha scritto:

    E’ stato bellissimo viaggiare con te anche solo leggendo il tuo racconto…mi hai fatto venire voglia di partire mannaggia!! 😉
    Spero che avrai tante altre occasioni e tanti altri viaggi da fare e posti da scoprire.

  2. fili ha scritto:

    Ehi! Mi hai fatto commuovere e mi hai ricordato tanto i racconti di viaggio che faceva la mia mamma… sigh!… un abbraccio!!!
    PS: confermato che quest’estate andiamo in Scozia, con Sonny e in macchina. Faremo un giro simile al vostro… forse! 😀 appena ci vediamo vi raccontiamo tutto, ciao!

  3. Valentina ha scritto:

    E io con un commento così non posso far altro che ringraziarti e ringraziare tua mamma, con cui ho parlato troppo poco, ma mi ha laciato tantissimo.❤

  4. Valentina ha scritto:

    Eh eh, grazie mille 😀

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